Campagna nazionale a supporto del ricorso al TAR Lazio contro il decreto attuativo “Sblocca Italia” In evidenza

Mercoledì, 15 Novembre 2017 04:48

NON E' PIU' TOLLERABILE

che i cittadini attendano inermi che i nostri massimi rappresentanti in seno al Parlamento si assumano la responsabilità di decisioni e atti inderogabili per la salvaguardia della qualità della vita, della salute, dell'ambiente, dei posti di lavoro;

NON E' PIU' TOLLERABILE

che si debbano continuare a sopportare le esalazioni moleste e insopportabili dentro od a ridosso dei centri urbani (la cosiddetta “puzza”) derivanti da impianti industriali di una vasta gamma (discariche - impianti di trattamento rifiuti grandi allevamenti zootecnici - industria chimica e petrolchimica);

NON E' PIU' TOLLERABILE

che da una parte ci si riempia la bocca di temi quali l'economia circolare, il recupero e il riciclo dei rifiuti, e dall'altra si potenzino e si prevedano sempre nuovi e più inquinanti inceneritori e che si sovvenzionino con incentivi statali assimilati all’energia da fonti rinnovabili;

NON E' PIU' TOLLERABILE

che i maggiori costi della raccolta differenziata continuino a ricadere sui Comuni e dunque sui cittadini, mentre i produttori industriali degli imballaggi associati al Consorzio CONAI coprono appena il 20% dei costi della loro raccolta come risulta dall’inchiesta dell’Antitrust del 2016 !!!!
Per tutti questi motivi, a seguito dell'Assemblea nazionale tenutasi a Roma il 28 Ottobre, il Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare, insieme agli aderenti di A.C.E. (Alliance for Circular Economy) come le associazioni nazionali ARCI, CETRI-TIRES, Attuare la Costituzione con Paolo Maddalena, il Movimento Volontariato Italiano - Federazione Lazio, USB Unione Sindacale di Base, col supporto scientifico dell’associazione ISDE Italia - Medici per l'Ambiente,
Organizzazioni regionali e Comitati locali, lanciano una Campagna nazionale che mira alla raccolta firme per tre diverse Petizioni Popolari da presentare al nuovo Parlamento.
Raccoglieremo le firme dei cittadini per richiedere nella prossima legislatura modifiche al T.U. Ambiente D. Lgs. 152/2006 ed alla Legge 549 del 28/12/ 1995 per tutelare la qualità dell'aria, la salute pubblica e la salubrità dei posti di lavoro, fermare l'incenerimento dei rifiuti e dei loro derivati secondo le previsioni dello Sblocca Italia, prevedere maggiori contributi ai Comuni da parte del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e la copertura integrale dei costi della raccolta differenziata degli imballaggi da loro immessi nel mercato.
Nello specifico, le TRE PETIZIONI POPOLARI AL PARLAMENTO prevedono:
1. l'introduzione di norme per colmare finalmente il vuoto normativo nazionale sul diffuso e nocivo “inquinamento olfattivo” causato da attività industriali e agricole poste a ridosso o dentro i centri urbani, con la definizione, i criteri, i sistemi di monitoraggio, le regole e le sanzioni per regolamentare la molestia derivante da impianti quali le discariche e gli impianti di trattamento dei rifiuti, i grandi allevamenti zootecnici, l’industria chimica e petrolifera (art. 268 – 269 – 271 - 279 e nuovo Allegato XI parte V del T.U. 152/2006);
2. abrogare l’articolo 35 del Decreto Legge 133/2014 (Sblocca Italia), revocare i certificati verdi quale sistema di incentivazioni all'incenerimento dei rifiuti ed a tutti gli impianti di combustione di rifiuti e loro derivati e da biomasse ed infine introdurre la Waste Tax, modificando la Eco-tassa regionale per tassazione degli impianti di incenerimento con o senza recupero di energia e gli impianti di combustione di rifiuti o di suoi derivati (cementifici - centrali termoelettriche - centrali a biogas/biomassa) (art. 3 della Legge 549 del 28/12/1995);
3. ripristinare la copertura integrale della raccolta degli imballaggi a carico dei produttori del CO.NA.I., modificare radicalmente l'importo e l'utilizzo del Contributo Ambientale CO.NA.I. (C.A.C.) riconosciuto ai Comuni ed alle piattaforme convenzionate per finanziare le attività di raccolta, riciclaggio e recupero delle varie frazioni dei rifiuti differenziati (art. 224 del T.U. 152/2006).

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