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di Pietro Perrino pubblicato su ILFoglietto del 22 luglio 2015

Nei miei precedenti interventi [1, 2, 3] ho evidenziato l’importanza della biodiversità, del tipo di agricoltura, dell’agroecosistema e dell’ambiente per prevenire e/o fronteggiare la patologia del Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO) nel Salento. Tra i fattori ambientali responsabili ci sono le pratiche agronomiche ad alto impatto e l’uso dei cosiddetti fitofarmaci (insetticidi, pesticidi, erbicidi o diserbanti) contro i patogeni (batteri, funghi, virus, insetti) e le erbe che crescono negli oliveti, chiamate erroneamente “infestanti” o “malerbe”. Erroneamente perché in realtà si tratta di piante spontanee utili. Piante che svolgono un ruolo importante per l’agroecosistema e quindi per la buona salute degli oliveti.

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Documento approvato dall’assemblea pubblica svolta a Crotone il12 e 13 luglio 2014, promossa da Coordinamento nazionale No Triv “Difesa dei Beni Comuni e revisione della Costituzione”.

È in corso un attacco alla nostra Costituzione, alla nostra democrazia, ai nostri territori.

Il quadro complessivo delle riforme costituzionali, unitamente alla riforma della legge elettorale, delinea una svolta autoritaria, che vanifica il sistema delle garanzie costituzionali e lascia presagire uno scenario istituzionale, a seguito del quale i cittadini avranno meno capacità decisionale.

Noi non siamo contrari ad una ipotesi di revisione della Costituzione, ma siamo contrari a questa revisione, che compromette la democrazia, minandola negli organi di rappresentanza territoriale, e che favorisce la blindatura della casta partitica in Parlamento.

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ulivi del Salento

di Pietro Perrino pubblicato su ILFoglietto del 23 giugno 2015

Il problema della patologia denominata “Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo” (CoDiRO) non deve essere risolto con l’abbattimento delle piante, ma con il ripristino di un’agricoltura sostenibile e/o a basso impatto ambientale, per i seguenti motivi.

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Atlante italiano dei conflitti ambientali

di Adriana Spera pubblicato da USI Ricerca - il Foglietto 16/06/2015 

Di progetti sbagliati, dannosi per l'ambiente e la salute, attenti solo agli interessi economici di pochi, purtroppo ce ne sono sempre di più. E si sa cambiano radicalmente la qualità della vita, talvolta minacciano persino la sopravvivenza delle popolazioni e perciò suscitano l'opposizione delle comunità colpite, attivano partecipazione popolare, resistenze e conflitti sociali.

Quello che non sempre è noto è quanti e dove siano questi conflitti nel nostro paese e nel mondo, quante e quali siano le realtà in movimento, le comunità che insorgono a difesa dei propri diritti, dei beni comuni, di un modello sostenibile di gestione delle risorse ambientali.

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Pubblicato su Greenitalia.org il 28 marzo 2015

L’inchiesta di Firenze sulla corruzione nel settore delle grandi opere pubbliche, che ha portato all’arresto tra gli altri di Ercole Incalza e alle dimissioni del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, rendono a tutti evidente ciò che gli ecologisti e le forze impegnate sul terreno della legalità da tempo denunciano: troppo spesso in Italia la decisione di realizzare questa o quella grande infrastruttura risponde alla convenienza privata di pochissimi e non all’interesse generale.

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smart meter

di Maurizio Martucci pubblicato su Blog FattoQuotidiano.it il 16 marzo 2015

smart meter EHS ITA pdf  - SMART METER. Si dice che la somma faccia sempre il totale. Ma stavolta, valutati gli addendi in una casa italiana media, pare faccia molto di più. Colpa l’effetto risonanza e cumulativo da elettrosmog, radiazioni non ionizzanti, ubiquitarie h24, sempre più intrappolate e rimbalzanti tra le pareti domestiche.

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Fukushima

di Mario Agostinelli pubblicato su Blog FattoQuotidiano.it il 9 marzo 2015

ll notiziario di Bloomberg del 25 febbraio svela le preoccupazioni della Tepco, la corporation elettrica giapponese, che, a quattro anni dalla fusione del nocciolo dei reattori di Fukushima e delle barre di combustibile esauste, sta indagando le cause di un picco di livelli di radiazione registrato a febbraio nell’acqua di drenaggio riversata nell’oceano Pacifico. 

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Ilva - Taranto

pubblicato da Peacelink.it il 3 marzo 2015

L'azienda accumula perdite mese dopo mese ma il sottosegretario dice che "è stata rimessa in fila". La legge di oggi non fornisce liquidità ma carica l'ILVA (che ha già un buco di 2,9 miliardi di euro) di nuovi debiti.

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