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di Bruno Ceccarelli

Pubblichiamo questo articolo nella sezione Voci dai Territori perchè questo spazio è dedicato a tutti coloro che vorranno contribuire ad aprire un dibattito, un confronto (n.d.r.)

 

Qualche considerazione preliminare
A partire dagli anni successivi a quello che fu chiamato il miracolo economico (dopo la disastrosa 2a guerra mondiale) la legislazione che prevedeva una crescita programmata per le nuove urbanizzazioni (lex 1150 /42) fu ulteriormente indirizzata. Le nuove normative furono  orientate verso un uso del territorio nel quale prevalevano, congiuntamente, due interessi: quello della speculazione fondiaria e quello  (lex 765/67 e DM 1444/68) per un modello di città basato, in esclusiva, sullo  sviluppo  dell’automobile privata.
Orientati da questa cultura, a Roma,  negli anni 60 si provvide allo smantellamento della  totalità della rete di linee filoviarie e della quasi totalità della rete di  linee tramviarie.

Dieci mesi in campagna In evidenza

Domenica, 03 Gennaio 2016 14:53
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Riforme. Parte lunedì prossimo la lunga corsa al referendum costituzionale. Il percorso parlamentare si chiuderà ad aprile, dopo due anni. È già in campo il comitato per il No. Dal primo febbraio cominceranno a pronunciarsi oltre dieci tribunali sul ricorso civile contro l’Italicum

di Andrea Fabozzi pubblicato su Il Manifesto il 3 gennaio 2016

 

Lunedì 11 gennaio, nella prima vera seduta della camera dei deputati dopo lunghe ferie invernali, la legge di revisione costituzionale sarà approvata in votazione finale e chiuderà un’altra tappa del suo percorso iniziato nell’aprile del 2014. Una prima lettura che è passata per due «navette» tra senato e camera segnate dalle polemiche sulla conduzione dei lavori — «canguri» per saltare la mole degli emendamenti, sedute «fiume» per stroncare l’ostruzionismo — ma da poche modifiche sostanziali. Nell’ultimo passaggio al senato il testo è stato addirittura blindato (facendo prevalere il regolamento parlamentare sull’articolo 138 della Costituzione); in quest’ultimo alla camera non si è toccata una virgola.

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di Alfiero Grandi

Il 2015 si chiude con l'iniziativa, su diversi fronti, per arrivare a referendum contro provvedimenti del governo che Renzi stesso considera caratterizzanti.

Del resto nella conferenza stampa di fine anno Renzi ha confermato che in autunno cercherà un plebiscito a suo favore sulle modifiche della Costituzione. E' una sfida che dovrebbero prepararsi a raccogliere quanti non condividono le scelte del governo e che dovrebbe far venire qualche dubbio alla parte del Pd non ancora normalizzata.

Perché si sta aprendo una stagione referendaria contro il  governo Renzi ?

16 gennaio 2016 - Mobilitazione contro la guerra In evidenza

Sabato, 02 Gennaio 2016 17:02
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Roma: 12 gennaio assemblea all'università; il 16 gennaio corteo da piazza Esquilino;
Milano: 16 gennaio corteo da piazza S. Babila.

 

L'appello del comitato promotore romano della mobilitazione del 16 gennaio.

Il 16 gennaio di venticinque anni fa, l'inizio dei bombardamenti statunitensi sull'Iraq nella prima guerra del Golfo, segnava l'inizio della guerra permanente che oggi sta trascinando il mondo in una pericolosa escalation. Siria, Iraq, Kurdistan, Libia, Palestina, Ucraina sono i teatri al momento più gravi ma tensioni e conflitti si addensano anche in altre aree del pianeta.

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«Il premier Renzi governa come se ci fossero già l’Italicum e la nuova Costituzione. Il presidente Mattarella non distoglierà lo sguardo da questa situazione. Il bipolarismo crolla ma non c’entra il populismo. I partiti non sanno più leggere la società»

Intervista di Andrea Fabozzi a Stefano Rodotà pubblicata sul Il Manifesto il 31 dicembre 2015

«Il populismo è una spiegazione troppo semplice. I partiti tradizionali non riescono più da tempo a leggere la società. Non è populismo, è crisi della rappresentanza». L’intervista con Stefano Rodotà comincia dal giudizio sui risultati elettorali in Francia e Spagna.

Perché odio il Capodanno In evidenza

Venerdì, 01 Gennaio 2016 11:28
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di Antonio Gramsci pubblicato su l'Avanti! il 1 gennaio 1916

 

«Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

In Spagna la disinformazione è liberista In evidenza

Lunedì, 28 Dicembre 2015 09:44
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di Massimo Serafini, Marina Turi pubblicato su il Manifesto il 27 dicembre 2015

Dopo il voto. Perché Corriere e Repubblica accomunano Podemos al Front National

Leggendo i commenti alle elezioni in Spagna sui principali quotidiani italiani, La Repubblica e Il Corriere della Sera tra gli altri, si resta sconcertati. La grande novità del voto spagnolo, il superamento del bipartitismo e la conseguente instabilità politica che ne è derivata, per l’irruzione sulla scena di Podemos e Ciudadanos, viene frettolosamente ricondotta al dilagare del populismo.

Sbrigativamente il successo di Podemos viene equiparato a quello recente del Front National in Francia o dell’ultradestra nazionalista in Polonia o al dimenticato tentativo di Syriza in Grecia.

L'angoscia del presente In evidenza

Giovedì, 24 Dicembre 2015 16:58
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vignetta pubblicata su The Guardian il 22 dicembre 2015

 

Versi tratti da il poema sulla rivoluzione d'ottobre "i dodici" di Alexandr Blok

  Buio profondo.  
  Strada deserta.  
  Un vagabondo  
  nella tempesta.  
  Il vento fischia …  
     
  "Oh vagabondo!  
  Vien qua …  
  Abbracciamoci!"  
     
  Pane!  
  Chi va là?  
  Via di qua!  
     
  Cielo, cielo nero.  
     
  L'odio, l'odio fiero  
  bolle in cuore …  
  L'odio santo, l'odio nero …  
     
  Sta' in guardia,  
  compagno, sta' in guardia!  
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