Atac azienda speciale pubblica?

Lunedì, 01 Luglio 2019 13:05

Roma 6 luglio 2019, la FILT CGIL inocntra i promotori della legge di iniziativa popolare sui Beni Comuni Pubblici e Sociali Stefano Rodotà. È possibile un progetto per Roma Capitale oltre la criticità del sistema e della crisi in concordato fallimentare? I servizi di trasporto pubblico locale e delle municipalizzate possono essere portati fuori dalla logica delle privatizzazioni e degli affidamenti al massimo ribasso? È possibile inserire questo progetto nella dimensione dei Beni Comuni Pubblici e Sociali, in una diversa governance territoriale? È utile per Roma, per i cittadini, per i lavoratori e per l'ambiente?
Introduce Stefano Caroselli coordinatore romano comitato Beni Comuni Pubblici e Sociali Stefano Rodotà
Relazione introduttiva Raffaele Di Raimo - Ordinario di Diritto civile, docente Diritto Mercati Finanziari - Comitato Nazionale Beni Comuni Pubblici e Sociali Stefano Rodotà
Intervengono: Eugenio Stanziale - Segretario FILT CGIL Roma e Lazio Julian Colabello - PD Roma Andrea Secci - esperto economia aziendale e trasporti Leopoldo Nascia - Ricercatore Istituto Nazionale di Statistica Giulio Marcon - Sbilanciamoci Vittorio Sartogo - C.A.L.M.A. mobilità sostenibile
Conclude i lavori Natale Di Cola - Segretario CGIL Roma e Lazio

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LIP Beni Comuni Opinioni a confronto

Sabato, 23 Marzo 2019 22:35

Roma Sala del Consiglio I Municipio - Giovedì 21 marzo 2019
Sinistra Italiana - Roma Area Metropolitana organizza un confronto di opionioni sulla Legge di Iniziativa Popolare sui Beni Comuni. Intervengono Stefano Fassina e Alberto Lucarelli

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Roma Casa della Città - Venerdì 15 marzo 2019
Nella giornata del Strike Global for Future nel pomeriggio dopo la manifestazione si sono tenute in molte città italiane le Cento Piazze Costituenti per un patto intergenerazionale.
A Roma incontro con Ugo Mattei, Antonio Caracciolo e Paolo Cento

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Roma, 19 gennaio 2019
La difesa dei Beni Comuni è stato l'obiettivo che ha animato i lavori della Commissione Rodotà: oggi, dopo 10 anni, questa lotta deve diventare la lotta di ogni comunità e territorio che troppo spesso hanno subito devastazioni e privatizzazioni di ogni genere.
Abbiamo bisogno di ogni persona e di ogni organizzazione di questo Paese, perchè si possano raccogliere non solo le 50.000 firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento, ma un milione di firme che riaprano, una volta per tutte, il dibattito a livello nazionale e che respingano, definitivamente, la dominante logica predatoria neoliberista.

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Il Coordinamento romano Acqua Pubblica ha preparato un sintetico vademecum per ricordare le ragioni del No al referendum dell’11 novembre sul trasporto cittadino di Roma - ATAC

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Crolla Firenze? Altro che fatalità

Venerdì, 27 Maggio 2016 05:17

di Paolo Berdini pubblicato su Il Manifesto il 26 maggio 2016

 

Acqua pubblica. Le falle della privatizzazione che incassa e non investe nella manutenzione

Povero Nardella. Passa buona parte del suo tempo ad incontrare i fondi di investimento internazionali e vari sceicchi per convincerli a comprare per pochi euro molti immobili pubblici di grande pregio e mentre si stavano per stringere i preliminari, ecco che viene giù un pezzo dei muraglioni del lungarno. Si svendono i gioielli di famiglia mentre il sistema dei servizi urbani va in frantumi. Le città in vendita poggiano su piedi di argilla: nel centro di Firenze ci sono quotazioni immobiliari da capogiro mentre va in pezzi la città pubblica.

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Agorà dell’acqua

Giovedì, 29 Ottobre 2015 09:00

di Paolo Carsetti pubblicato su Comune.info il 26 ottobre 2015
Nell’ultimo anno e mezzo sono stati diversi i provvedimenti promossi dal governo e approvati dal parlamento con cui si persegue il chiaro obiettivo di rilanciare la cessione al mercato dei servizi pubblici locali e più in generale dei beni comuni: decreto Sblocca Italia, legge di stabilità, Riforma della Pubblica Amministrazione, oltre alla spinta impressa a livello internazionale a favore dei trattati T-tip e Tisa.
Attraverso il decreto Sblocca Italia si costruisce un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare la procedura delle bonifiche.

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La grande sfida che attraversa le città

Mercoledì, 07 Ottobre 2015 07:42

di Paolo Berdini pubblicato su Il Manifesto il 06/10/2015

C'è vita a sinistra. L’attacco al welfare dei comuni è stata una fredda scelta ideologica, fatta propria anche dalla sinistra. Dobbiamo ripensare i luoghi urbani come una grande opportunità di redistribuzione sociale, che non smantella o vende i servizi pubblici ma li rende più efficienti, con l’attiva partecipazione popolare

Se ci sarà vita a sinistra dipende molto dalle nostre capacità. Intanto dobbiamo pren­dere atto che la vita sociale sta scom­pa­rendo dalle nostre città sottoposte ad una spietata macelleria sociale, analoga all’offensiva tesa alla mar­gi­na­liz­za­zione del mondo del lavoro.

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L’urlo dell’acqua ”Basta!”

Martedì, 22 Settembre 2015 07:32

Acqua pubblica

di Alex Zanotelli pubblicato su Comune.Info il 20 settembre 2015

Il 20 settembre, il vasto movimento italiano per la gestione pubblica dell’acqua si è ritrovato  a Napoli, capitale dell’acqua pubblica, per rilanciare con forza la difesa di questo bene fondamentale e sempre più sotto attacco dai poteri forti. E questo, nonostante che il Referendum (2011) abbia sancito che l’acqua deve essere sottratta alle leggi del mercato e che non si può fare profitto. A rafforzare l’esito referendario è venuta ora anche l’enciclica Laudato Si’ che afferma che “l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani” (n.30).

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Coordinamento Romano Acqua Pubblica pubblicato il 4/7/2015
Ricordate quelli che rivendicarono la vittoria referendaria del 2011? E quelli che nel 2012 si opposero all'ulteriore privatizzazione di Acea, proprio facendosi scudo dell'esito referendario?
Dimentichiamoli: oggi quel Pd vota insieme alla destra più becera contro la proposta di ripubblicizzazione dell'acqua di Roma. Vota contro la volontà di un milione e mezzo di romani che disse sì all'acqua pubblica (più di quelli che hanno eletto l'attuale sindaco).
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