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Chi sono e che idee hanno i consiglieri economici di Tsipras

Lunedì, 12 Gennaio 2015 11:11

di Francesco De Palo (account twitter @FDepalo) pubblicato su Formiche

Un programma di rinascita sociale prima che economica, la rinegoziazione del debito ellenico, l’intervento della Bei per nuovi investimenti, una discontinuità finanziaria con la troika, la liberalizzazione delle frequenze televisive. Chi sono e cosa pensano gli economisti che affiancano il leader greco Alexis Tsipras ed il suo Syriza, possibile nuovo primo ministro nella Grecia chiamata al voto il prossimo 25 gennaio.

VAROUFAKIS
Principale collaboratore di Tsipras è Ioannis Varoufakis, economista greco-australiano, Visiting Professor alla Lyndon B. Johnson School of Public Affairs di Austin, in Texas che sarà il candidato di punta alle elezioni. Dal 2008 cura un blog intitolato “Pensieri per il mondo post 2008″ su cui si è occupato della crisi europea “non solo esistenziale, ma anche economica causata dall’incapacità delle sue istituzioni di resistere alle onde d’urto del terremoto globale del 2008″.

Autore di numerosi testi socio-economici alcuni dei quali tradotti in lingua inglese, come “Il Minotauro globale: l’America, le vere cause della crisi finanziaria e il futuro del mondo dell’economia” (2011), “Dare un senso al mondo post-2008″, con Joseph Halevi e Nicholas Theocarakis (2011), “Teoria dei Giochi” con Shaun Hargreaves-Heap (disponibile anche in giapponese 2004).

FISCAL WATERBOARDING
Le sue idee per uscire dalla crisi partono dal cosiddetto “fiscal waterboarding”, ovvero il termine usato per le peggiori torture inflitte dalla Cia, paragonate alle ricette di austerità imposte da Bruxelles e Berlino. Per questo Varoufakis, autore del programma economico con cui Tsipras si appresta a chiedere il voto dei greci, propone la trasformazione del mega prestito della troika (circa 280 miliardi compresi gli interessi) in un grande bond a scadenza illimitata. Obiettivo, programmare una restituzione solo quando la Grecia otterrà una crescita almeno del 3%. Al secondo posto del programma il ruolo della Bei, la Banca Europea degli Investimenti, chiamata “a fare ciò per cui è nata”, ovvero finanziare investimenti nei Paesi europei.

STATHAKIS
Iorgos Stathakis (deputato, economista, docente di scienze economiche all’università di Creta) è una sorta di ministro ombra di Syriza, autore di un pamphlet sul contributo del Piano Marshall alla ricostruzione post-bellica della Grecia. Negli ultimi mesi è stato impegnato a confutare le tesi dei conservatori secondo cui un partito con radici comuniste porterà al crack il paese mandandolo fuori dall’eurozona. Il suo credo, invece, parte dall’attrazione degli investimenti. Come ha ripetuto di recente anche al Financial Times, il nuovo corso economico di Syriza intende rendere la vita più facile per imprese ed imprenditori abbattendo la burocrazia. “Così si potranno creare nuovi posti di lavoro”. In particolare, Syriza dovrebbe aprire alla concorrenza anche nel campo mediatico con la vendita delle frequenze televisive, che porterebbe lo Stato ad ottenere un profitto cospicuo. Il tutto per mettere fine alla pratica che ha consentito a pochi oligarchi greci di ottenere gratuitamente le licenze televisive.

MILIOS
Ioannis Milios, capo della commissione economica di Syriza, è professore di Economia Politica, membro del Comitato politico centrale e della segreteria politica. Lo scorso novembre ha partecipato assieme ad altri economisti ad una missione nella City di Londra per incontrare i rappresentanti delle più potenti società di asset management al mondo come Nomura, BoA Merrill Lynch, Deutsche Bank, Goldman Sachs, York Capital, Wellington Capital Management, Pimco e Capital Group. L’obiettivo è intrecciare rapporti con potenziali nuovi investitori interessati a fare business in Grecia. In quell’occasione ha sottolineato pubblicamente che nessun business-man né imprese dovranno temere da un possibile futuro governo Syriza dal momento che i nuovi investimenti saranno incentivati e non tassati. Braccio operativo dei rapporti oltre Manica di Syriza potrebbe essere la Ellenic Bankers Association, affiancata da un altro economista molto noto in Europa: Kevin Federstooun, molto vicino in passato all’ex premier socialista George Papandreou, che ha partecipato lo scorso anno alla visita di Tsipras alla London School of Economics.

TOLIOS
Iannis Tolios è un economista specializzatosi a Mosca, che parla fluentemente anche il russo. Si occupa della Cassa Depositi e Prestiti del Ministero delle Finanze ed è consulente tecnico del partito. Il suo vademecum prevede tre macro obiettivi: la risoluzione della crisi umanitaria del ceto medio greco, la ripresa economica, la ricostruzione lo Stato. Da sempre contestatore del memorandum siglato con la troika: “Gli impegni del governo greco con la troika non sono validi – ha detto pubblicamente – perché sono stati presi in violazione della Costituzione”. Sulla grande questione del debito pubblico sostiene che nonostante gli enormi sacrifici del popolo greco, esso aumenta anziché diminuire: dal 125% del pil nel 2009, ha raggiunto oggi il 175%. Propone l’eliminazione della maggior parte del debito e di rimborsare il resto, con l’applicazione della cosiddetta clausola di crescita: “E’l'unica soluzione realistica e praticabile”. Accanto a ciò, il Syriza si prepara a strutturare il controllo sociale delle banche “che dovranno riprendere a fornire liquidità, grazie ad una banca di sviluppo”. Immagina inoltre anche un ruolo potenziato per le utilities dello Stato, destinate a fare utili e non a zavorrare le casse dello stesso.


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