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STREET PARADE per un reddito contro la precarietà In evidenza

Giovedì, 15 Ottobre 2015 07:37

Sabato 17 ottobre è la Giornata Mondiale contro la Povertà. In Italia, la povertà ha il volto di 8 milioni di persone in povertà relativa e di 4,2 milioni di persone in povertà assoluta. Ma ha anche il volto del 43% di disoccupazione giovanile; il volto del lavoro precario, del lavoro nero, del lavoro non pagato e di quello gratuito, del lavoro indegno, dei salari troppo bassi, della disoccupazione in età avanzata. Il volto del lavoro migrante ipersfruttato, nei campi come nelle metropoli. Il volto dell’istruzione per pochi, delle pensioni troppo basse, degli affitti troppo alti, della sanità che manca, dei servizi smantellati, del welfare ad esaurimento.



Sabato 17 ottobre, le numerose organizzazioni che fanno parte della campagna “Miseria Ladra” hanno lanciato una giornata di mobilitazione in numerose città d’Italia. A Roma, l’appuntamento è nel Teatro Ambra Iovinelli, per una grande assemblea che metta al centro della discussione politica la rivendicazione di un REDDITO DI BASE, contro quella povertà e quella precarietà che pesano sulla vita di un numero sempre maggiore di persone.

La Coalizione Sociale Romana ha deciso di dare ulteriore visibilità e forza a questa rivendicazione, portando per le strade di Roma quelle rivendicazioni con una STREET PARADE che camminerà nei luoghi simbolo della povertà, della marginalità e dello sfruttamento, nei luoghi in cui la rivendicazione del reddito più ha il significato della possibilità di una vita, di una formazione e di un lavoro degni.

Jobs Act, Buona Scuola, Piano Casa, Sblocca Italia: in ogni settore i provvedimenti del governo Renzi vanno nel senso di un aumento delle diseguaglianze, nel senso di una generalizzazione della precarietà attraverso dello smantellamento dei diritti e delle tutele, nel senso dell’attacco ai salari e a qualunque opportunità di mobilità sociale.

Le propagande governative lasciano il tempo che trovano: gli effetti immediati del Jobs Act sono l’immagine di una bolla occupazionale che è già esplosa, con l’unico esito di aver regalato milioni di euro alle imprese, mentre la disoccupazione rimane stabilmente ai massimi storici e la precarietà dilaga: ne è segno evidente l’aumento vertiginoso negli ultimi mesi dell’utilizzo dei voucher. E mentre ai giovani non si offre più alcuna opportunità accettabile, si nega loro anche l’accesso ad un’istruzione e una formazione di massa: la Buona Scuola apre le porte agli interessi delle imprese, dà più poteri ai presidi, valuta e punisce, attraverso competizioni e classifiche, docenti, studenti e scuole e, contemporaneamente, nell’Università già distrutta dai governi precedenti si procede con nuovi tagli al diritto allo studio e riforme, come quella dell'ISEE, la riforma dell’ISEE, che vanno nella direzione di una limitazione ulteriore all'accesso e al welfare.

In questo contesto, l’attacco generale è alla democrazia e alla possibilità stessa della lotta e del dissenso. A partire dalla scandalosa reazione del governo alla legittima protesta dei lavoratori del Colosseo, la negazione del diritto di sciopero è ormai palese, come non lo era dagli inizi del Novecento: si tratta di un processo ormai più che visibile e in atto in tutti i settori.

Per noi, rivendicare reddito significa combattere le politiche di austerità imposte da un’Europa autoritaria; significa strappare denaro alla rendita e ai grandi profitti nelle mani di pochissimi; significa rompere il ricatto della precarietà e della disoccupazione; significa difendere e riconquistare il diritto di sciopero; significa avere possibilità di un lavoro degno, sicuro, giustamente pagato; la possibilità di un’istruzione libera e di massa, per tutti. Un reddito per avere la possibilità di scegliere.

La STREET PARADE attraverserà l'università, le scuole, i tanti luoghi del lavoro nero, i quartieri vissuti ogni giorno dai migranti, le strade e le piazze che intendiamo riprenderci, per concludere presso lo spazio di mutuo soccorso Communia, dove ci sarà una serata con cena per finanziare la "sartoria migrante" Karalò, progetto di mutuo soccorso e di accoglienza alternativa.


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