L'altra news - Politica

La peggiore riforma In evidenza

Mercoledì, 14 Ottobre 2015 08:28
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testo di Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Gianni Ferrara, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Massimo Villone pubblicato da il manifesto il 13 ottobre 2015 - Que­sto testo può essere sot­to­scritto scri­vendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La pro­po­sta di legge costi­tu­zio­nale che il senato voterà oggi dis­solve l’identità della Repub­blica nata dalla Resi­stenza. È inac­cet­ta­bile per il metodo e i con­te­nuti; lo è ancor di più in rap­porto alla legge elet­to­rale già approvata.

Nel metodo: è costruita per la soprav­vi­venza di un governo e di una mag­gio­ranza privi di qual­siasi legit­ti­ma­zione sostan­ziale dopo la sen­tenza con la quale la Corte costi­tu­zio­nale ha dichia­rato l’illegittimità del «Por­cel­lum». Mol­te­plici for­za­ture di prassi e rego­la­menti hanno deter­mi­nato in par­la­mento spac­ca­ture insa­na­bili tra le forze poli­ti­che, giun­gendo ora al voto finale con una mag­gio­ranza rac­co­gli­tic­cia e occa­sio­nale, che nem­meno esi­ste­rebbe senza il pre­mio di mag­gio­ranza dichia­rato illegittimo.

Lettera alla sinistra italiana In evidenza

Mercoledì, 14 Ottobre 2015 07:54
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di Oskar Lafontaine* pubblicato su il manifesto il 14 ottobre 2015

L'articolo. L’euro sta de-industrializzando gli stati europei a tutto vantaggio della Germania. L'esempio di Syriza dimostra l’impossibilità di un governo di alternativa. La sinistra italiana deve unire le forze e lavorare a un nuovo sistema monetario

Care com­pa­gne, cari compagni,
la scon­fitta del governo greco gui­dato da Syriza davanti all’Eurogruppo ha por­tato la sini­stra euro­pea a doman­darsi quali pos­si­bi­lità abbia un governo gui­dato da un par­tito di sini­stra, o un governo in cui un par­tito di sini­stra sia coin­volto come part­ner di mino­ranza, di por­tare avanti una poli­tica di miglio­ra­mento della con­di­zione sociale di lavo­ra­trici e lavo­ra­tori, pen­sio­nate e pen­sio­nati, e delle pic­cole e medie imprese, nel qua­dro dell’Unione euro­pea e dei trat­tati europei.

Un’agenda per la sinistra (e non solo per Corbyn) In evidenza

Giovedì, 08 Ottobre 2015 16:05
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Labour party

di Mariana Mazzucato, pubblicato su Micromega - da Repubblica, 8 ottobre 2015

Sette economisti (fra cui Joseph Stiglitz, Thomas Piketty e la sottoscritta) hanno accettato di fare da consulenti economici per Jeremy Corbyn, il nuovo leader del Partito laburista britannico. Mi auguro che il nostro scopo comune sia aiutare il Labour a creare una politica economica fondata sugli investimenti, inclusiva e sostenibile. Metteremo sul tavolo idee diverse, ma voglio proporvi le mie considerazioni riguardo alle politiche progressiste di cui il Regno Unito e il resto del mondo hanno bisogno oggi.

Immaginare il cambiamento In evidenza

Domenica, 04 Ottobre 2015 08:17
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di Gaetano Azzariti pubblicato su il Manifesto il 02/10/2015

C'è vita a sinistra. Non se «c’è» vita ma «quale» vita per la sinistra. Senza la capacità di andare oltre l’immediato e di dare «carne» e «potere» alla politica c’è solo una lenta agonia

Ciò di cui più abbiamo biso­gno è pro­durre nuovi punti di vista, non arren­derci al pre­sente, riu­scire ad incri­nare l’unica nar­ra­zione rimasta.

La sini­stra è morta se non rie­sce ad imma­gi­nare il cam­bia­mento, ad inter­pre­tare non solo un gene­rico e dif­fuso males­sere, ma a pro­spet­tare un futuro diverso. Da troppo tempo, invece, il pen­siero cri­tico ha per­duto la sua radi­ca­lità, schiac­ciata dal peso del pre­sente. I diritti arre­trano, le nostre forze sce­mano. Se siamo giunti sin qui è inu­tile negare che sia anche per colpa nostra: non abbiamo saputo inter­pre­tare il reale, ci siamo chiusi in difesa. Ma non è ser­vito a nulla, nulla abbiamo difeso.

Tutti i nodi del nuovo Senato In evidenza

Mercoledì, 26 Agosto 2015 07:01
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Alessandro Pace

di Alessandro Pace pubblicato su La Repubblica il 24 Agosto 2015

La risposta, in senso affermativo, al quesito se il Senato debba, o non, essere elettivo discende indirettamente da un principio, vecchio di secoli e secoli,secondo il quale i corpi politici che effettuano deliberazioni giuridicamente vincolanti per tutta la comunità “debbono” rinvenire la loro legittimazione nel voto popolare. Un principio che ha potuto realizzarsi appieno solo negli ordinamenti democratici. Il perché dell’elettività del Senato — e della Camera — sta quindi non solo nella natura rappresentativa delle assemblee, ma soprattutto nel fatto che la loro rappresentatività è indispensabile per legittimare la funzione legislativa.

Il 40,8% è solo un'eccezione, Renzi non arriverà al 2018 In evidenza

Mercoledì, 03 Giugno 2015 09:19
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di Curzio Maltese pubblicato su huffingtonpost.it il 02/06/2015

Resisterà Matteo Renzi fino al 2018? Ognuno ha letto il voto regionale come ha voluto, ma su un punto tutti i commenti concordano: nelle urne è sparito il Partito della Nazione. In meno di un anno è fallito il principale progetto politico del renzismo.

Ed è fallito nelle migliori condizioni per cui si realizzasse, in assenza di una qualsiasi alternativa.

Manifesto per la Coalizione Sociale In evidenza

Sabato, 23 Maggio 2015 14:52
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Per la coalizione sociale Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d'ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull'individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia.

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di Alfonso Gianni pubblicato su Il Manifesto il 27/04/2015

Pre­mier Ita­li­cum, lo ha nomato Ilvo Dia­manti. Stiamo par­lando di Mat­teo Renzi, natu­ral­mente. Dif­fi­cile tro­vare un epi­teto più azzec­cato per il pre­si­dente del con­si­glio se gli riu­scirà il colpo grosso di por­tare a casa, tra voti di fidu­cia, ricatti poli­tici e psi­co­lo­gici, minacce di fine anti­ci­pata e trau­ma­tica della legi­sla­tura, la legge elet­to­rale cui ha legato, inu­si­ta­ta­mente, le sorti del pro­prio governo. In effetti Rosi Bindi ha rile­vato quanto sia impro­prio che un governo ritenga vitale per la pro­pria soprav­vi­venza un pro­getto su una mate­ria che dovrebbe essere di squi­sita per­ti­nenza par­la­men­tare, come la legge elettorale.

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