La capitale immorale In evidenza

Martedì, 03 Novembre 2015 22:33
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di Alberto Asor Rosa pubblicato su il manifesto il 3 novembre 2015

Questione romana. Defenestrazione dall’alto di un sindaco inviso al potere. Marino, ostacolo democraticamente rappresentativo, viene sostituito con la figura del commissario. E il Vaticano scarica sulla città la sua forza. Senza misericordia

Adesso basta. Roma ha più del dop­pio degli abi­tanti di Milano (2.869.169 con­tro 1.342.385). Quanto ad esten­sione, il con­fronto non è nean­che pen­sa­bile (1.287,36 kmq con­tro 181,67; se si parla delle due città metro­po­li­tane, il diva­rio si allarga a dismi­sura: 5.363,28 kmq, con­tro 1.575). Se caliamo la mappa di Milano su quella di Roma, Milano parte dal Quar­tic­ciolo e arriva a Porta San Gio­vanni: non entra nean­che nella por­zione sto­rica e monu­men­tale della Capi­tale. Non si capi­sce quale senso abbia la vana chiac­chiera di tra­sfe­rire il modello dell’una (se c’è) sull’altra.

Post-democrazia, sette tesi sul «caso Marino» In evidenza

Lunedì, 02 Novembre 2015 16:48
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di Angelo d'Orsi pubblicato su il manifesto il 01/11/2015 

Gli avve­ni­menti romani delle ultime set­ti­mane hanno posto in luce, mi pare, alcuni ele­menti di fondo sulla tran­si­zione ita­liana verso la post-democrazia, ossia il supe­ra­mento della sostanza della demo­cra­zia, con­ser­van­done le appa­renze, secondo un pro­cesso in corso in tutti gli Stati libe­rali, ma con delle pecu­lia­rità pro­prie, che hanno a che fare con la sto­ria ita­liana e, forse, anche l’antropologia del nostro popolo.

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Comunicato stampa C.A.L.M.A. - Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa pubblicato il 26 ottobre 2015

Con le dimissioni del sindaco Marino si è manifestata appieno quella brutta crisi del Campidoglio che covava da tempo, le cui cause  immediate risiedono nello sfaldarsi della maggioranza e nel brutale scontro politico che oppone le forze in essa presenti. Ma le cui radici profonde stanno in un governo della città che ha deluso quanti, votandolo,  pensavano possibile l’inizio di  cambiamenti non superficiali nell’abitare, nella mobilità, nell’urbanistica, nell’inclusione sociale, nella cultura; insomma nella vita della città.

Agorà dell’acqua In evidenza

Giovedì, 29 Ottobre 2015 09:00
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di Paolo Carsetti pubblicato su Comune.info il 26 ottobre 2015
Nell’ultimo anno e mezzo sono stati diversi i provvedimenti promossi dal governo e approvati dal parlamento con cui si persegue il chiaro obiettivo di rilanciare la cessione al mercato dei servizi pubblici locali e più in generale dei beni comuni: decreto Sblocca Italia, legge di stabilità, Riforma della Pubblica Amministrazione, oltre alla spinta impressa a livello internazionale a favore dei trattati T-tip e Tisa.
Attraverso il decreto Sblocca Italia si costruisce un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare la procedura delle bonifiche.

Hera il primo passo verso l'abbandono del controllo pubblico In evidenza

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 13:51
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Il 27 ottobre 2015 è stata annunciata, da parte di 16 soci della società Hera S.p.A., la cessione di 19.668.583 azioni ordinarie, pari all'1,32%, per un totale di 46 milioni di euro. I soci pattisti di Casalecchio di Reno, Castelfranco Emilia, Cesena, Copparo, Fiorano Modenese, Formigine, Gatteo, Grizzana Morandi, Maranello, Modena, Montefiorino, Ozzano dell'Emilia, Sassuolo, Savignano sul Rubicone, Trieste e Ravenna Holding hanno effettuato così il primo passo cedendo azioni e diluendo il controllo pubblico sulla società che scende così dal 53,83% al 52,51%.

La grande sfida che attraversa le città In evidenza

Mercoledì, 07 Ottobre 2015 07:42
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di Paolo Berdini pubblicato su Il Manifesto il 06/10/2015

C'è vita a sinistra. L’attacco al welfare dei comuni è stata una fredda scelta ideologica, fatta propria anche dalla sinistra. Dobbiamo ripensare i luoghi urbani come una grande opportunità di redistribuzione sociale, che non smantella o vende i servizi pubblici ma li rende più efficienti, con l’attiva partecipazione popolare

Se ci sarà vita a sinistra dipende molto dalle nostre capacità. Intanto dobbiamo pren­dere atto che la vita sociale sta scom­pa­rendo dalle nostre città sottoposte ad una spietata macelleria sociale, analoga all’offensiva tesa alla mar­gi­na­liz­za­zione del mondo del lavoro.

L’urlo dell’acqua ”Basta!” In evidenza

Martedì, 22 Settembre 2015 07:32
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Acqua pubblica

di Alex Zanotelli pubblicato su Comune.Info il 20 settembre 2015

Il 20 settembre, il vasto movimento italiano per la gestione pubblica dell’acqua si è ritrovato  a Napoli, capitale dell’acqua pubblica, per rilanciare con forza la difesa di questo bene fondamentale e sempre più sotto attacco dai poteri forti. E questo, nonostante che il Referendum (2011) abbia sancito che l’acqua deve essere sottratta alle leggi del mercato e che non si può fare profitto. A rafforzare l’esito referendario è venuta ora anche l’enciclica Laudato Si’ che afferma che “l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani” (n.30).

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Comunicato Stampa DeLiberiamo Roma pubblicato il 7 luglio 2015

C’è chi chiama i cittadini a scegliere per promuovere interessi collettivi come in Grecia, e c’è chi ignora le istanze dal basso.

Dopo le tre delibere di iniziativa popolare su acqua, scuola e finanza pubblica oggi il Consiglio Comunale ha bocciato anche la delibera per il patrimonio comune e il riuso sociale e culturale degli immobili e dei terreni abbandonati.

Al posto della valorizzazione sociale del patrimonio pubblico e privato in disuso prosegue sulla strada della privatizzazione, anticamera certa della vendita e della speculazione edilizia.

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