A Roma torna l’inquisizione In evidenza

Giovedì, 16 Giugno 2016 18:03
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di Paolo Berdini pubblicato su il Manifesto il 15 giugno 2016

Dietro la vicenda Olimpiadi 2024 si sta conducendo un’offensiva tanto strumentale quanto priva di dati oggettivi e sarà bene recuperare un minimo di dignità di discussione. Speravo che fossero finiti per sempre i tempi della santa inquisizione. Vedo purtroppo che non è vero.

Leggo infatti sul Messaggero di Roma che sarei stato denunciato per diffamazione da Francesco Gaetano Caltagirone per una intervista che riguardava il tema di Tor Vergata, luogo in cui si vorrebbe costruire il villaggio degli atleti.

Nella mia vita ho rilasciato decine di interviste sul comprensorio di Tor Vergata e ho scritto molti articoli e libri che la riguardano. Non mi era mai accaduto di essere denunciato perché ho sempre riportato l’esattezza della vicenda.

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di Stefano Fassina

La rilevanza del pronunciamento di un candidato sindaco escluso dal ballottaggio al fine di orientare i “suoi” elettori è decisamente sovrastimata. Tuttavia, è doveroso per l’escluso esplicitare il suo orientamento.

Mercoledì, alla Città dell’Altra Economia, abbiamo discusso la nostra posizione insieme ai candidati di Sinistra per Roma e della Lista Civica per il Comune e per i Municipi. Il sottoscritto ha ripetuto quanto dichiarato nella campagna elettorale: le priorità sociali del nostro programma sono marginali nei programmi degli altri candidati. Di fronte a tale valutazione, per il ballottaggio, si può scegliere chi è distante. Oppure, si può fare un’altra scelta. Si può provare a segnalare un dato di primaria rilevanza democratica: nel migliore dei casi, il sindaco di Roma, in una fase straordinaria della città, rappresenterà meno di un quarto dei romani aventi diritto al voto. Si può votare scheda bianca per rimarcare il deficit di rappresentatività del sindaco e puntare a dare maggiore funzione politica al consiglio comunale.

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di Paolo Flores D'Arcais pubblicato su Micromedia il 8 giugno 2016

Lo strumento contundente e monocorde con cui il renziano Giachetti e “Il Messaggero” di Caltagirone cercheranno di manganellare la candidatura di Virginia Raggi, per impedire che Roma possa essere amministrata senza più bacio della pantofola allo strapotere dei palazzinari e altri intrecci affaristico-politici (con ramificate incursioni criminali, si è visto) è uno solo, benché flautato poi in tutte le salse: Virginia Raggi è eterodiretta dalla ditta Casaleggio.

Se però le indiscrezioni del “Fatto Quotidiano” prima e della “Stampa” poi sulla squadra di assessori che Virginia Raggi ha in mente di mettere insieme saranno confermate, quell’arma che la Nuova Cricca Renziana sciorina in campo nazionale da mane a sera sul sistema (dis)informativo televisivo, ormai occupato manu militari, diventerà spuntata, risibile, ridicola, addirittura un boomerang.

I tre nomi fatti dai due quotidiani costituiscono infatti un concentrato di eccellenza di competenze e una lega straordinaria di serietà e passione civile: Paolo Berdini, Tomaso Montanari, Raphael Rossi.

Crolla Firenze? Altro che fatalità In evidenza

Venerdì, 27 Maggio 2016 05:17
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di Paolo Berdini pubblicato su Il Manifesto il 26 maggio 2016

 

Acqua pubblica. Le falle della privatizzazione che incassa e non investe nella manutenzione

Povero Nardella. Passa buona parte del suo tempo ad incontrare i fondi di investimento internazionali e vari sceicchi per convincerli a comprare per pochi euro molti immobili pubblici di grande pregio e mentre si stavano per stringere i preliminari, ecco che viene giù un pezzo dei muraglioni del lungarno. Si svendono i gioielli di famiglia mentre il sistema dei servizi urbani va in frantumi. Le città in vendita poggiano su piedi di argilla: nel centro di Firenze ci sono quotazioni immobiliari da capogiro mentre va in pezzi la città pubblica.

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Si è svolto a Roma il 2 aprile 2016 un convegno "Che cosa sono 10 anni in una città eterna come Roma" che ripercorre la stagione delle "giunte rosse" di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli, Ugo Vetere. Pubblichiamo qui le tre relazioni con i video degli interventi.

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Sabato 8 e domenica 10 aprile inizia la raccolta firme per i «referendum sociali» contro le leggi renziane sulla scuola, lo sblocca Italia e per l’acqua pubblica. La raccolta firme ha un obiettivo: raggiungere 500 mila firme entro il 9 luglio. Si andrà al voto nella primavera del 2017. Il referendum contro le trivelle è dunque il primo round di una lunga stagione referendaria contro il governo Renzi e il Pd che vedrà nel prossimo autunno un momento importante di verifica con la consultazione popolare sull’«Italicum» e la riforma costituzionale. Il percorso dei «referendum sociali» è sostenuto da un’alleanza tra i movimenti per la scuola pubblica, per l’acqua bene comune, contro la devastazione ambientale, le trivellazioni e il piano nazionale per vecchi e nuovi inceneritori. Sabato 9 a Roma i movimenti sociali raccolti in «Roma Comune» proseguiranno il percorso di contrasto contro gli sgomberi del commissario Tronca. Da San Lorenzo a Tor Bella Monaca si inizierà a scrivere una «Carta di Roma Comune» che comprende norme su acqua, servizi pubblici essenziali, beni comuni, trasporto urbano, l’uso comune del patrimonio pubblico, lotta contro la speculazione edilizia e la necessità di decostruire l’ambigua retorica del decoro urbano.

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di Sandro Medici pubblicato su Il manifesto il 9 marzo 2016

Anche lo scarno coinvolgimento popolare nelle primarie conferma quanto sia esile la candidatura di Roberto Giachetti a sindaco di Roma. Non che i suoi competitori squillino o risaltino, ma tornare a guidare il Campidoglio o raggiungere le soglia di ballottaggio, per il Pd appare arduo. E del resto, siccome la politica di solito non fa sconti, è inevitabile che così vadano le cose. Dopo la deludente esperienza della giunta Marino e dopo la sua ignobile defenestrazione, la credibilità del partito si attesta su quote di mera sopravvivenza.

La nuova sinistra alla prova delle elezioni a Roma

Mercoledì, 17 Febbraio 2016 19:13
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di Bruno Ceccarelli *

Quanto accade sulla vicenda politica nazionale circa i diritti civili, nel nostro paese, mostra in modo evidente il peso strumentale che assume  l’utilizzo del  tatticismo  parlamentare. Ove ce ne fosse bisogno è la prova evidente che i poteri  (il potere in se – una moderna raffigurazione del Leviatano di Hobbes)  agiscono solo per riprodurre e coltivare proprie esigenze di casta piuttosto che porsi al servizio degli interessi generali.

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